Il metodo suggestopedico

 

 

 

Riconosco ciò che è possibile soltanto se ci provo

(Eileen Caddy)

 

 

Il metodo della suggestopedia moderna,, ormai sviluppato in tutta Europa e soprattutto in Germania, Austria, Francia e Svizzera, è il metodo di apprendimento e insegnamento più usato nei corsi di formazione professionale per adulti e sta prendendo anche piede nelle scuole.

I discenti apprendono con più motivazione e velocità in un ambiente sereno e rilassante... e addirittura si divertono.

Dobbiamo ripensarci: l'apprendimento non impone più "fatica" e "dolore".

La parola "Suggestopedia" deriva dall'inglese "suggest" che significa "suggerire", "proporre", "offrire", non dalla "suggestione" in senso di "manipolazione". Questo vuol dire che si offre al discente la possibilità di usare tutta la potenzialità ricettiva di tutto l'arco tra il cosciente e il subcosciente, adoperando, aprendo e, qualche volta, riscoprendo, risorse già presenti, ma che non si usano.

La suggestopedia moderna, allora, è lo studio delle "suggestioni" dal punto di vista del processo di insegnamento ed apprendimento.

I fattori principali del metodo suggestopedico

 

L'apprendimento multisensoriale per i tipi diversi di discenti

 

 

Ogni conchiglia, pur essendo diversa

ci riporta lo stesso rumore del mare

(Giorgio Canella)

 

Il nostro cervello elabora le informazioni con i cinque sistemi sensoriali sia consciamente che inconsciamente.

 

V = il canale visivo - la vista

A = il canale auditivo - l'udito

C = il canale chinestetico - le sensazioni, il tatto

O = il canale olfattivo - l'olfatto

G = il canale gustativo - il gusto

 

 

Se la materia viene esposta attraverso più canali sensoriali, questa verrà memorizzata più velocemente e da tutti i discenti, qualunque sia il loro tipo di apprendimento e specialmente:

Per quanto riguarda il discente che preferisce l'apprendimento visivo sono utili poster, flip-chards, schemi, mappe mentali, videoregistrazioni, per i discenti di tipo auditivo si consiglia l'ascolto e le attività che accentuano il ritmo, il tono e il volume della voce. Per quanto riguardi i discenti che favoriscono l'apprendimento cinestesico si consigliano attività come il far disegnare, muovere oggetti, scrivere, ecc. Naturalmente il docente deve far usufruire tutti i cinque livelli sensoriali, per anche poter dare la possibilità al discente di recuperare quelli meno esercitati e favorire la memorizzazione.

L'insegnante ha la possibilità di accertare il tipo di apprendimento più favorevole al discente ed elaborare in questo senso la lezione. Per stabilire il tipo di apprendimento ideale del discente ci sono diverse strategie. Si può osservare la posizione degli occhi, tener conto del linguaggio, fare un semplice test.

 

 

Il ruolo della musica

 

 

L'unica cosa che vale è l'intuizione

(Albert Einstein)

 

 

La musica aiuta a memorizzare, rilassa il discente e migliora l'atmosfera e la dinamica del gruppo.

La musica agisce soprattutto attraverso il ritmo, la velocità, il volume, l'intensità e le esperienze personali che i discenti hanno vissuto a riguardo.

Interferisce sul ritmo cardiaco e quello respiratorio, sul sistema limbico, sul comportamento e le emozioni.

 

Quando usare la musica?

 

All'inizio del training, durante le attività motorie, i concerti attivi e passivi, per ancorare certe fasi specifiche che si ripetono regolarmente, per ripetere la materia esposta.

 

Che musica usare?

 

Per il concerto attivo si consiglia la Musica dei classici come Haydn, Mozart, Beethoven. questo tipo di musica è drammatica, armonica e stimola l'attenzione, l'armonia e l'ordine.

Per il concerto passivo si consigliano i brani lenti barocchi o la musica  New Age.

Per le attività la ritmica delle canzoni moderne, anche da discoteca. 

 

Fattori suggestivi

 

I fattori suggestivi sono: l'abbattimento delle barriere di apprendimento, la determinazione esatta del programma stabilendo con precisione gli obiettivi del training, il favorire le risorse del discente, la sua personalità e carisma, organizzare un ambiente di studio vivace e stimolante, usare un linguaggio positivo, la comunicazione bidimensionle, la preparazione dell'insegnante

 

 

L'abbattimento delle barriere di apprendimento

 

 

Devi far cadere la zavorra se vuoi arrivare in alto

 

 

Lozanov esamina tre tipi di barriere:

  1. la barriera „logico-critica" è creata dalle esperienze negative vissute nell'ambiente scolastico, da quelle esperienze vissute da bambino come i voti, le pagelle, gli esami, ecc.

  2. la barriera „intuitivo-emozionale" è quella che possiedono i discenti che non hanno fiducia in se stessi, che è provocata spesso dai commenti dei genitori del tipo „non è portato per le lingue", „la matematica non é fatta per le donne" ....

  3. la barriera etica. per coloro che, per esempio pensano "imparare le lingue è fatto solo per le donne, i maschi non ne hanno bisogno"...

 

Lo stop è una fermata momentanea

e le montagne non sono invalicabili

 

Ci sono varie strategie che permettono l'abbattimento delle barriere descritte, una delle quali, la più usata dal metodo suggestopedico, è quella del cambiamento di identità nel corso del training. Questa strategia si basa sul trasformarsi dei discenti psichicamente in bambini. Charles Schmidt, direttore e fondatore del L.I.N.D.T. Institutes (Learning in New Dimension) di San Francisco, in un suo lavoro sostiene che un bambino perde circa il 70% della propria creatività tra i 7 e i 9 anni, proprio quando incomincia la scuola. Per non banalizzare la situazione consigliamo i discenti di assumere l'identità di un'altra persona, un altro nome, un'altra professione, un'altra biografia, un'altra nazionalità... Questo permette la dissociazione della propria persona perdendo quelle paure, ansie e tentennamenti che se no sarebbero propri al discente.

 

I quattro livelli per la desuggestione delle barriere dell'apprendimento sono:

 

1. mi osservo e riconosco le mie barriere di apprendimento personali

2. prendo la responsabilità delle mie barriere

3. le osservo e riconosco le barriere di apprendimento nei miei discenti

4. incoraggio delle suggestioni positive e desuggerisco quelle che bloccano sia me che i miei discenti

 

Desuggerire vuol dire allora trovare la forza e la fiducia in sè stessi e negli altri, per sopravalere alla "paura" e all'insicurezza causata da questi ostacoli.

 

 

Stabilire con esattezza gli scopi del training

 

 

 

Per stabilire uno scopo non occorre velocità, 

ma la sensazione di prendere la direzione giusta

(Mark Twain)

 

 

L'esatta analisi dei bisogni dei discenti prima del corso evita perdita di tempo. Determiniamo con esattezza gli obiettivi del dello studente, garantendo che siano raggiungibili nei tempi prestabiliti e per i partecipanti effettivi e utili.

Nell'esempio dello studio di una lingua straniera si propone, infatti, la tematica e non la grammatica, la competenza comunicativa e non quella della struttura grammaticale, si parla di risoluzione del problema linguistico e non di esattezza della lingua. Si incomincia subito a comunicare nella lingua straniera e lo scopo è comunicare sempre meglio e sempre più correttamente. Le strutture grammaticali diventano soltanto un “tool”, un mezzo, per raggiungere lo scopo e non il fulcro del linguaggio.

 

 

Favorire le risorse del discente

 

 

I bambini sono tutti artisti. 

La difficoltà sta nel fatto di rimanere artisti da adulti.

(Pablo Picasso)

 

 

Ogni discente ha tante (tutte?!) le risorse che gli servono in sé stesso, qualche volta anche nascoste o dimenticate. Con la quantità e la qualità, la varietà delle attività durante il corso è possibile favorirle e rispolverarle. 

 

 

Ambiente e atmosfera positivi

 

 

La sorpresa e lo stupore sono l'inizio della conoscenza.

(Ortega y Gasset)

 

Lozanov definisce questo fattore come "reattività mentale"

Un ambiente luminoso a giusta temperatura, un'atmosfera stimolante e avvincente, la posizione delle sedie in cerchio e la loro comodità aiutano senz'altro l'apprendimento. Addirittura un tocco curioso dell'abbigliamento dell'insegnante, può favorire la creatività e la fantasia. Stuzzicare la voglia di essere creativi, di rischiare, sperimentare e divertirsi, aumenta la motivazione e favorisce l'apprendimento. L'insegnante si occuperà anche di decorare la sala con cartelloni, fotografie e poster, sceglierà la musica per le varie fasi di apprendimento, stimolerà il discente con suggestioni bidimensionali.

 

 

Linguaggio positivo

 

 

Se vuoi costruire una nave, 

non raccogliere i tuoi uomini 

per preparare gli attrezzi e raggruppare il legno, 

ma insegna loro la nostalgia dello spazio che va al di là dell'orizzonte del mare....

(Antoine de Saint-Exupery)

 

 

Anche il linguaggio può essere positivo! Al posto di parole come "sbagliato" si preferisce per esempio "originale", „interessante", 'quasi giusto". La frase 'Lei non ha capito" si può sostituire con 'mi spiego meglio" oppure 'glielo spiego in altro modo", La frase 'adesso non posso ripetere di nuovo questa regola" si può sostituire con „Le spiego volentieri ancora una volta questa regola tra dieci minuti". Il linguaggio positivo diminuisce lo stress e incoraggia il discente.

 

 

La comunicazione bidimensionale

 

 

Quello che vuoi bruciare 

deve già ardere dentro di te

(Anonimo)

 

La comunicazione bidimensionale si basa sulla dicotomia della comunicazione verbale e quella non verbale, che soprattutto nell'insegnante deve essere congruente. Questa lettura non verbale, che per la maggior parte delle persone non specializzate avviene spontaneamente e che suscita una reazione spontanea, può essere utilizzata per accertarsi dello stato d'animo del discente e reagire a proposito.

 

 

La preparazione dell'insegnante

 

 

 

Insegnare vuol dire far sapere agli altri che anche loro lo sanno.

(Richard Bach)

 

 

Per i suggestopedi non è solo importante avere preparato la lezione con scrupolo e avere a portata di mano materiale idee e gli strumenti necessari. Un fattore decisivo è quello di "sentirsi bene". L'insegnante si chiederà, per esempio, quali fattori ambientali (colori, luce, temperatura, musica, profumi) lo fanno sentire a proprio agio, che cosa gli fa bene prima della lezione (forse un caffè o dieci minuti di footing, ascoltare un pezzo particolare di musica che gli fa ricordare un momento gradevole, sfogliare un giornale), in quale abbigliamento si sente a suo agio (la cintura non è troppo stretta, gli abiti sono comodi ed adeguati al contesto). Questo sentirsi bene, congruente con la comunicazione verbale e non verbale motiverà i discenti.

 

La ritmizzazione

 

 

Se vedi qualcuno senza sorriso, 

regalagliene uno, così ne ha di nuovo..

 

La ritmizzazione è l'attenzione da parte del trainer al ritmo naturale del gruppo a misura della sua dinamica, è la ricerca dell’armonia tra azione e rilassamento, tra ricezione passiva e attività, rispettando, con l’osservazione attenta della curva dell’attenzione, i bisogni del gruppo. Un training con una ritmizzazione ottimale presuppone il divertimento, la spigliatezza,  l'uso di diversi media (flip-charts, videocassette, cassette di ascolto, proiettore....) e attività che interessano alternativamente tutto il gruppo, o il lavoro individuale, di coppia, o di piccoli gruppi. Importante che il training sia orientato verso il gruppo, cioè che il protagonista sia il partecipante - e non il docente!

 

 

I processi nel gruppo

 

 

Non si possono scoprire  nuovi oceani 

se non si ha il coraggio di perdere di vista la costa.

(Andre Gide)

 

 

Il lavoro di squadra, in team, sempre più valorizzato nella società professionale del momento, determina il successo. Il metodo della suggestopedia moderna favorisce il processo di sviluppo della squadra con delle strategie quali l'istituzione di momenti di discussione, lavori di gruppo con scambio dei partecipanti, riflessione sull'esperienze del training, feedback, regole di comunicazione, sedersi in cerchio senza gerarchie,

 

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