L'uso di elementi suggestopedici nell'insegnamento scolastico

 

 

La mia esperienza scolastica si riferisce a 2 anni (dal 1998 al 1999) di insegnamento in un Liceo tedesco - la Freiherr-von-Stein-Schule a Frankfurt am Main, dove ho partecipato, nel primo anno, ad un "Anpassungslehrgang" un corso accademico che mi permetteva di parificare ed estendere la mia laurea italiana, conseguendo inltre l'abilitazione all'insegnamento in Germania per le materie tedesco e italiano come lingua straniera.

 

Proveniendo da un Istituto di Lingue privato che si occupava dell'insegnamento delle lingue straniere e della comunicazione nell'industria e nelle banche, e avendo fatto il primo corso di formazione in suggestopedia moderna già nel 1993, mi è stato "naturale" usare elementi del metodo suggestopedico nelle classi che avevo, raggiungendo un ottimo successo. Per gli "Ausbilder" tedeschi (una specie di "Tutor" che seguivano i referenti nelle loro lezioni) questo approccio fu uno shock... mi consideravano una "marziana", perché il mio approccio era del tutto diverso da quello "normale" scolastico... ma poi... le cose cambiarono ed ora mi trovo a fare regolarmente dei corsi di aggiornamento per insegnanti nell'ambito di questa scuola.

 

Ma quali elementi usare? e... come usarli?!

 

Imparare fa fatica, per imparare bisogna provare "dolore", "stress". Questa è stata la prima barriera che ho dovuto abbattere...

 

Il primo giorno di scuola ho promesso alle classi che non ci sarebbero state insufficienze, che imparare sarrebbe stato divertente, che si lavorerebbe insieme, che con me non esisterebbe stress... basta partecipare... Ho visto come mio compito rendere le lezioni divertenti e spensierate, incuriosire gli studenti, e fare in modo di mantenere sempre alta la loro attenzione, senza perdere d'occhio gli obiettivi prefissati dal programma.

 

All'inizio abbiamo stabilito insieme democraticamente delle regole di comportamento (puntualità, attenzione, avere rispetto per la stanchezza, per esempio prima o dopo un compito in classe di un'altra materia, partecipazione attiva, esprimere i propri bisogni...)

 

I materiali usati erano il rifacimento "giovanile" di quelli che avevo scritto per l'industria, con l'obiettivo, in un semestre, di arrivare al grado di competenza che permetteva agli studenti di interagire in italiano nelle situazioni comunicative standard che sono: presentarsi, andare a fare compere, orientarsi in una città sconosciuta, interagire con ragazzi e ragazze della loro età, specialmente in vacanza, il ristorante, il sistema scolastico in Italia, qualche nozione di geografia, storia, arte, parlare delle differenze tra l'Italia e la Germania. E le strutture?.... solo quelle necessarie... !!!

In tutte le classi l'obiettivo è stato raggiunto dagli studenti con bravura e... con la grande meraviglia dei miei Tutor, quando si accorsero, che nelle mie classi si parlava italiano.

 

Ma quali sono stati gli elementi più importanti?

 

Prima di tutto l'atmosfera in classe: era molto rilassata, si imparava divertendosi, il linguaggio sempre positivo, il rapporto tra me e gli scolari era di rispetto e simpatia, non c'era lo stress dei voti e delle interrogazioni, il compito in classe era quasi un gioco, i voti se li davano da soli... La classe era piena di poster, accanto le strutture, anche Nec, il cantante e i bei paesaggi italiani di mare e montagna.

 

La lezione era impostata a seconda del bisogno degli studenti. Se avevano appena fatto un compito in classe che li aveva stremati, incominciavamo con un "Centering" con sottofondo musicale di ca. 5 minuti (sempre di autore italiano, musica classica, ottima scusa per parlare anche di musica classica italiana), in cui avevano la possibilità di rilassarsi. se vedevo che erano riposati ed incuriositi, allora incominciavo subito con un "ice breaker" divertente o con qualche movimento di brain gymn. Non si deve dimenticare, che i ragazzi di quell'età devono stare seduti per tutta la mattina e sono estremamente riconoscenti, di muoversi un po'. Spesso, se le giornate erano belle, si andava nel cortile della scuola per potersi muovere ancora meglio.

Le situazioni comunicative venivano introdotte con un "concerto attivo", vuol dire con una breve recita mimata - da parte mia coinvolgendo tutta la classe - per poi seguire con delle attività o lavori in piccoli gruppi.

Le attività erano per la maggior parte ludiche. Per introdurre i numeri, per esempio,  usavo la musica, per esercitarli un palloncino e si giocava a pallavolo (quelli che toccavano il palloncino dovevano dire il numero che seguiva) si faceva il gioco "indovina il prezzo" (naturalmente con prezzi reali italiani e prodotti italiani) dove si vinceva anche qualcosa...

Anche le strutture venivano introdotte con la musica, o con un gioco, poi si visualizzavano in modo schematico sui cartelloni. Erano sempre considerate come una "riflessione" di quello che si era già imparato. I ragazzi si divertivano molto a disegnare, colorare, ritagliare, e, con questi lavori, memorizzavano tutto con grande velocità. La grammatica non aveva un ruolo importante, ma era soltanto un "tool" da adoperare quando si aveva bisogno. l'importante era comunicare.

 

Ho fatto sempre molta attenzione a far usare tutti e 5 i sensi agli studenti: si mangiava, si beveva, (cosa che gli altri insegnanti proibivano) si guardava, si ascoltava, si faceva del bricolage, si disegnava, ci si muoveva.

 

E alla fine i ragazzi interagivano in italiano... per grande sorpresa di tutti...

 

Roberta Ferencich

Dicembre 2000

 

  

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